//Marcello Fonte vince come miglior attore agli Efa

Marcello Fonte vince come miglior attore agli Efa

SIVIGLIA. Marcello Fonte ha vinto il premio come migliore attore agli EFA, gli Oscar europei. Il rumore della pioggia sul tetto di lamiera nella fantasia dell’attore bambino si trasformava nel suono degli applausi. E allora, dopo Cannes e la Palma da protagonista, su quel tetto continua a piovere anche a Siviglia, dove il protagonista di Dogman ha vinto come migliore attore agli Europen film awards. Il trionfo italiano è stato completato dal Premio del pubblico, andato a “Call me by your name” di Luca Guadagnino.

Con il suo abito scuro costellato di spille colorate, il minuto Fonte sale sul palco dell’imponente Teatro de le Maestranze: “Nooo”, esclama dalla poltrona, poi sale alla ribalta, “c’erano tanti più bravi di me, veramente. Chi è il ragazzo, la ragazza fantastico, (dice indicando Victor Polster, protagonista di Girl, nel ruolo di una ballerina che compie un difficile viaggio di transizione fisica, ndr)…. aiutami, complimenti, sei femmina o maschio? Sono onorato. Ci sono tantissimi grandi. Vabbè, grazie”.

Marcello Fonte vince come miglior attore agli Efa

 
È l’ultima tappa, quella dei premi europei, di un lungo tour. “Ho portato freddo da Firenze – scherza – ho preso il treno alle quattro e mezza e l’autista non mi voleva portare, non credeva che fossi io, forse perché avevo la barba lunga e una tuta sgualcita. Con questa faccia capita, a volte sul bus metto le mani alte perché la gente si spaventa e si tiene la borsa con le mani”. 
 
Dopo Cannes è andato a ritirare premi in Egitto, “a Gerusalemme, a Sarajevo, a Los Angeles. Mi piace il viaggio, ogni viaggio uno studio: studio gli alberghi, i rubinetti d’oro, il modo in cui vengono organizzaate le cose. Ma resto me stesso e non mi faccio offuscare dai pensieri egoistici, ‘io, io, io…’. E cerco di continuare a parlare apertamente. Io non mi sono mosso, vivo ancora al Cinema Palazzo, anche perché non ho avuto tempo di organizzarmi. Dopo il tour per Dogman anche i due set, quello ad Africo con Mimmo Calopresti e quello con Francesca Archibugi. In uno sono il poeta/scemo del villaggio e ho recitato scalzo nel fango, nell’altro sono un vicino di casa apparentemente normale ma con una passione per il nudo. Quindi mi pare di vivere in un film, ancora lontano dalla realtà, dalla quotidianità. Ho imparato ad aggiungere al vocabolario la parola condividere, anche se i social li uso soprattutto per informare, per dre a mia madre che sto bene. Lei segue tutte le mie interviste, mi chiama e mi dice ‘mangia Marcello che ti vedo sciupato'”. 
 
Dei lunghi viaggi dei mesi scorsi il ricordo più forte a Hong Kong, per una gaffe “mi hanno chiesto se mi piacciono i cani e io ho scherzato dicendo sì al forno senza sapere che c’è la polemica sul fatto che a Pechino li mangiano davvero. In sala è sceso il gelo e ho dovuto spiegare che non dicevo sul serio. Per cavarmela ho preso in braccio la presentatrice e tutti sono impazziti”. Sul fronte politico Fonte abbraccia il messaggio di Mimmo Calopresti e del suo film che racconta di un intero paese che costruisce una strada dopo che una madre è morta perché non è riuscita a raggiungere il medico: “La mia politica è quella del fare, dell’azione.. Parlare di meno e agire di più i fatt: prendere i tram, fare meno cene, dire davanti a una bistecca ‘dobbiamo parlare dell’Africa’… seduto a mangiare davanti a un tavola imbandita di quelli che muoiono di fame”. Diventa tutto rosso, Fonte, quando gli si chiede se sarà nel Pinocchio di Garrone (magari come grillo parlante?) “non so nulla, non so nulla…”. 
 

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Mario Calabresi

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